Latte & Linguaggio 3 convegno 2015

COMUNE DI MILANO – BIBLIOTECA CHIESA ROSSA
LATTE & LINGUAGGIO 3
15 – 16 – 17 MAGGIO 2015

CON DEGUSTAZIONI LETTERARIO – CASEARIE
Parteciperanno tra gli altri:
Mauro Arneodo, Manuele Cecconello, Comitato Parco Ticinello,
Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Andrea Falappi,Marco Giovenale, Enzo Golino,
Petros Kazartian, Antonio Loreto,Giovanni Mocchi, Luigi Montibeller, Piero Sardo, Michele Zaffarano …

MANIFESTAZIONI:
PROIEZIONE DEL FILM OLGA E IL TEMPO DI MANUELE CECCONELLO /
ASSAGGI GRATUITI DI FORMAGGI ARTIGIANALI
SPETTACOLI MUSICALI
MOSTRE
CAMPANELLE E CAMPANACCI
STAMPI STORICI PER LA MESSA IN FORMA DEL BURRO E DEL FORMAGGIO /
LETTURA DI POESIE

Il latte è un ingrediente necessario alla fabbricazione di prodotti alimentari.
Il linguaggio è un ingrediente necessario alla costruzione del significato.
Entrambi sono oggetto di normalizzazione e manipolazione. Il primo da parte della grande industria (alimentare). Il secondo da parte dei mezzi di comunicazione di massa.
La manipolazione del linguaggio consente inoltre la copertura e la veicolazione del prodotto alimentare. Basta pensare all’uso improprio di termini qualificanti come ‘genuino’, ‘nostrano’, ‘fresco’, ‘naturale’ che nella realtà non hanno nulla a che fare con il loro valore semantico, quando non rimandano addirittura al contrario di quel che annunciano, promettono, declamano etc.
Il latte non manipolato è costretto a chiamarsi “crudo” (che ha connotazione negativa), in maniera da riservare il termine “fresco” a dei tipi di latte che, in realtà sono tutt’altro che freschi. Molti provengono da paesi lontani, e sono stati oggetto di numerose pastorizzazioni. L’unica cosa vera è che si possono consumare a distanza di mesi (Latte a lunga conservazione nei supermercati di tutto il mondo etc.)
Sia per il latte sia per il linguaggio si deve parlare di impoverimento e di riduzione effettiva di opportunità di scelta da parte di chi li utilizza. La standardizzazione (e l’appiattimento) del latte (e derivati) e del linguaggio sono davanti agli occhi di tutti. Gli stessi ingredienti manipolati e ricombinati danno l’illusione di una gamma infinita di scelte. In realtà, davanti a centinaia di etichette che promettono individualità, i prodotti sono tristemente simili per struttura e stile e l’acquirente non è più un individuo capace di attingere a pieno diritto alla propria consapevolezza ma un semplice consumatore stordito che, negli stessi scaffali, si trova a “scegliere” latticini (e romanzi) di pessima e pericolosa qualità. Anche la letteratura diventa stupidamente e lietamente succube degli stessi condizionamenti: pochi ingredienti ricombinati producono un romanzo di successo.
Nel linguaggio del consumo alimentare dunque, come nell’uso della lingua parlata e scritta, il fruitore, apparentemente svincolato dalla rigidità delle strutture di un tempo (i pasti ‘strutturati’ e cadenzati non meno dei rigidi registri linguistici) in realtà attinge a schemi e modelli precostituiti e riproduce moduli sanzionati da autorità (linguistiche e alimentari) assolutamente inattendibili, irresponsabili e, nel “migliore dei casi”, inconsapevoli.
Convinti che il riscontro di una comune matrice dei fenomeni di impoverimento e omologazione consenta una comprensione più profonda dei processi in atto e fornisca strumenti per una più efficace ‘resistenza’, una maggiore autonomia e pienezza dei modi di vita, alcuni studiosi e operatori di varia estrazione, attenti ai valori di specificità e diversità del cibo come del linguaggio, si incontreranno a Milano alla Biblioteca Chiesa Rossa, il 15-16-17 maggio 2015, per continuare un discorso, avviato nel maggio 2012, che mira alla formazione di una consapevolezza critica dei processi paralleli che interessano la produzione e il consumo di latte (e si potrebbe estendere al cibo in generale) e linguaggio. All’incontro, o per meglio dire al forum, parteciperanno scrittori, linguisti, filosofi del linguaggio, pastori, etnografi, antropologi, produttori alimentari, sociologi, economisti, psicanalisti, docenti di storia antica, critici letterari, artisti, casar, economisti etc. di varia nazionalità, accomunati dal desiderio di aprire inedite prospettive e punti di vista su realtà che rappresentano una parte fondamentale della vita sociale.
Il Comitato organizzatore
Luigi Ballerini, Michele Corti, Pasquale la Torre, Emanuela Oliveti, Stefano Mayr, Laura Zanetti.